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30 dicembre 09 - Matera
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Il Coro Polifonico S. Mercadante di Altamura, diretto dal Maestro A.L. Cornacchia, ancora una volta esegue i "Carmina Burana"

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Il Conservatorio Egidio Romualo Duni, anche grazie al contributo dell’Amministrazione Comunale di Matera, a chiusura dell’anno 2009 ha presentato mercoledì 30 Dicembre alle ore 20.30 presso l’Auditorium R.Gervasio di Matera l’esecuzione dell’opera di Carl Orff i CARMINA BURANA.

Interpreti della monumentale opera sono stati:

Anna Maria Sarra soprano, Sabino Martemucci tenore, Michele Cicala e Giacomo Selicato baritoni; Fernando Fabio, Elisabetta Fusillo, Claudia Minieri, Loredana Scalcione e Samantha Simone pianoforti; Vincenzo Mazzoccoli timpani; Giambattista Bifulco, Pasquale Fiore, Vincenzo Guida, Giancarlo Lacanfora, Antonio Pranteda, Francesco Rondinone, Michele Sannelli  percussioni;   

Coro Saverio Mercadante di Altamura;   

i Cantori Materani;

coro e coro di voci bianche del Conservatorio.

Direttore: Daniele Belardinelli .

La prima rappresentazione dei Carmina Burana composti dal tedesco Carl Orff nel 1937 fu l'8 giugno 1937 a Francoforte sul Meno. La prima rappresentazione italiana invece si tenne al Teatro alla Scala in Milano il 10 ottobre 1942.

Per le sue caratteristiche può essere definita anche "cantata scenica" ed ha il sottotitolo "Cantiones profanae cantoribus et choris cantandae, comitantibus instrumentis atque imaginibus magicis". L'opera non presenta una trama precisa e richiede tre solisti (un soprano,un tenore e un baritono), due cori (uno dei quali di voci bianche), pianoforti e percussioni.

I Carmina Burana sono testi poetici contenuti in un importante manoscritto del XIII secolo, il Codex Latinus Monacensis, proveniente dal convento di Benediktbeuern (l'antica Bura Sancti Benedicti fondata attorno il 740 da San Bonifacio nei pressi di Bad Tölz in Baviera) e attualmente custodito nella Biblioteca Nazionale di Monaco di Baviera. Il termine Carmina Burana è stato introdotto dallo studioso Johann Andreas Schmeller nel 1847 in occasione della prima pubblicazione del manoscritto. Tale codice comprende 315 componimenti poetici su 112 fogli di pergamena decorati con miniature.

L'opera è strutturata in un prologo e tre parti. Nel prologo c'è l'invocazione alla Dea Fortuna sotto cui sfilano diversi personaggi emblematici dei vari destini individuali. Nella prima parte si celebra la "Veris laeta facies" ovvero il lieto aspetto della primavera. Nella seconda, "In taberna" ovvero "All'osteria", si hanno prevalentemente canti goliardici; nella terza parte, "Cour d'amours" cioè "Le corti dell'amore" contiene brani che inneggiano all'amore, che si concludono con il coro di grazie alla fanciulla ("Ave, formosissima"). Nel finale si ha la ripresa del coro iniziale alla Fortuna.

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